sabato, 22 novembre 2008
E' un paese di vecchi...
Credo sia utile per tutti quelli che sono sotto i quaranta anni sapere che l'Italia è un paese gerontocratico senza speranza di uscirne. L'unica sarebbe mettersi d'accordo fra tutti quelli di una certa età e costruire due partiti nuovi: il partito democratico moderno, e il popolo delle libertà futuro. Ma anche in quel caso non ce la faremmo perché la metà della popolazione italiana è sopra i sessanta e quindi vincerebbero le elezioni.
Se fossimo ancora nei favolosi anni sessanta, o negli ottanta, avere questa dittatura della vecchiaia non sarebe così grave poiché almeno l'economia tirerebbe e la classe dirigente potrebbe barcamenarsi alla meno peggio. Purtroppo la situazione è ben diversa e non vedo vie d'uscita.
Davanti alla crisi tutti i Paesi guida del mondo, almeno quelli democratici, hanno scelto leader nuovi, con prospettive nuove e idee temerarie. Non importa se di destra o di sinistra, l'importante che avessero in mente nuove idee e proponessero una classe dirigente innovativa. Sarkozy, Obama, il candidato conservatore David Cameron, persino la Merkel non solo sono più giovani dei nostri leader ma hanno idee completamente nuove e rivoluzionarie. Le hanno perché sono giovani, conoscono meglio il mondo nuovo e i suoi bisogni, hanno nuove prospettive.
Noi no. In ogni settore degradiamo a poco a poco e non possiamo farci niente. In un momento in cui c'è bisogno di una classe dirigente adeguata ed innovativa per le sfide che presenta il futuro del mondo, per il superamento del sistema capitalistico, noi presentiamo una classe dirigente che non sa cosa fare.
Uòlter, Di Pietro e il PD balbettano su aiuti alle famiglie senza sapere manco loro che aiuti dare, da dove cominciare per riformare la situazione economica italiana che sta peggio degli altri. La CGIL, che ormai rappresenta quasi solo i pensionati, fa scioperi generali senza prospettiva, giusto per affermare che è ancora viva, pesionata ma viva. I pochi giovani che sono al di qua e al di là, all'opposizione e al governo, non sono i migliori, sono quelli precettati, amici, parenti, conoscenti, aiutanti, incapaci di dare risposte ai grandi temi sul tavolo. Cosa può fare la Carfagna contro la crisi economica globale? Quali idee può sfornare una Gelmini che a malapena riesce ad imparare a memoria un compitino dato da Tremonti, e per passare l'esame va dove è facile? E la Madia che può fare davanti alla crisi del capitalismo post industriale?
Come conlusione di questo percorso ecco che arriva a salvarci un settanduenne fermo al muro di Berlino, e al capitalismo più antico all'italiana. Per lanciare il nuovo partito che dovrà affrontare le sfide del prossimo secolo, e guidarci per i prossimi cinque anni rilegge un discorso del '94. Non una prospettiva futura, non un nuovo percorso, non una sola nuova idea.
Alla RAI si salvano con Carramba (spettacolo datato 1995), e con i revival vari degli anni passati.
E noi, qui, fermi, fra i venti e i trenta anni ad aspettare che anche per noi il presente diventi passato da ricordare con nostalgia, senza manco più provare a pensare al futuro. In Italia il futuro non esiste, tutto fermo, al '94.
10:12 Scritto da: thenib in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: berlusconi, partito democratico, pdl, giovani, politica, italia | OKNOtizie |
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lunedì, 20 ottobre 2008
La bizona sfonda al centro...
Credo che sia dal 1946 che la sinistra italiana abbia un sogno nascosto e impossibile: sfondare al centro. Come novelli Siffredi i dirigenti della sinistra sono ormai sessant'anni che si preoccupano di sfondare al centro nonostante il fatto che le migliori elezioni per loro siano state quando hanno fatto alternativa politica seria e si sono interessati di altro. I massimi storici dei partiti di sinistra o di centrosinistra sono sempre stati raggiunti nei momenti di maggiore alternatività di questi partiti che sono tragicamente naufragati quando tornavano al vecchio sogno. Sfondare al centro.
E' passato poco più di un anno dalla nascita del PD e dalle sue primarie e la dirigenza più ossessionata di tutti i tempi del centrosinistra da questo problema di nuovo ci riprova. Sfondiamo al centro! Vieni nel grande centro!
Buttiamo a mare l'unico che sta facendo una seria politica di opposizione a Berlusconi per poterci sentir liberi di andare da lui, da Pierferdinando Casini. Sì, stavolta sfondiamo al centro.
Sia chiaro, non sono dispiaciuto della rottura con Di Pietro, avrei preferito poter continuare a dialogare con una parte importante, e sana, del Paese ma ho anche l'ambizione di vedere il PD diventare, in modo diverso e più ragionato politicamente, rappresentante delle istanze di legalità e giustizia che porta avanti Di Pietro e le piazze grilline.
Sono dispiaciuto del fatto che la rottura con Di Pietro non prefiguri un'autonoma costruzione di un percorso politico che crei una forte alternativa al centrodestra ma solo l'alleanza con l'UDC.
Sarà un'alleanza che pagheremo cara, è inutile stare a speigarlo a chi già lo sa. La pagheremo in termini di voti perché una forza "riformista" ed "alternativa" deve mettere in campo un progetto alternativo e non cercare l'ostinato sfondare al centro. La gente ti vota per il progetto non perché sei amico del Papa. Insomma con calma mi metto a guardare questo ennesimo fallimento del PD. Lo riconosco da lontano ne avverto tutte le conseguenze sul partito e sull'elettorato, giusto adesso che stavamo riuscendo a creare quel grande partito che ci si chiedeva di creare. Tornavano piano piano i socialisti, i verdi non radicali, pezzi della società civile, si stava ricostruendo un partito ampio e forte che poteva pensare un alternativa nuova. Ma no, dobbiamo sfondare al centro. Serve l'UDC. Con l'entusiasmo di Giannini su Repubblica andiamo tutti incontro a Casini (in tutti i sensi).
L'UDC subalterna allla CEI, l'UDC schiava della Sicilia e di un certo voto della Sicilia, l'UDC di Cuffaro, l'UDC dai tanti inquisiti e dai troppi scandali, l'UDC del cognato di Caltagirone. Quante centinaia di migliaia di voti persi a sinistra e a centro sinistra per sfondare al centro? Lo vedremo alle prossime amministrative ed europee. Poi si spera cambieremo dirigenza, TUTTA la dirigenza, e forse faremo a tempo a ricostruire.
Intanto un film del 1996 è sempre più di un'attualità sconvolgente.
09:32 Scritto da: thenib in Elezioni PD | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: politica, veltroni, partito democratico, pd, udc, casini, moretti | OKNOtizie |
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domenica, 19 ottobre 2008
O la borsa o la vita, che scegliamo?
“E’ difficile spiegare qualcosa a un uomo quando il suo salario dipende dal fatto che lui non la capisca”. La frase è di Upton Sinclair e si trova sul sito ufficiale del film di Al Gore “An inconvenient truth” che potete trovare qui.
Quel film che ha scosso molte coscienze nell’anno appena passato, pare essere caduto nel dimenticatoio. In effetti la frase di Sinclair sembra la traduzione esatta in parole di quello che è l’azione del nostro governo in materia ambientale. Visto che a quell’uomo non gli si può spiegare che il suo futuro dipende anche dalla riduzione o dal cambiamento del suo salario, non spieghiamoglielo e continuiamo a inquinare.
Una interessante teoria che sarà supportata, ne sono certo, da altrettanti appassionanti articoli di giornale da Panorama a TG5 che spiegheranno le seguenti cose:
1) La Cina e l’India inquinano molto più di noi e se loro non smettono di inquinare e inutile che smettiamo noi.
2) Il Global Warming non è provato scientificamente, ci sono molti scienziati che pensano non esista e sia un naturale corso degli eventi.
3) Cosa ne sappiamo noi dei periodi di glaciazione e di aumento delle temperature atmosferiche nei periodi geologici? Potremmo essere in un periodo di anti-glaciazione, passerà.
4) Attualmente non ci sono alternative realistiche ai combustibili fossili e alla produzione industriale di massa.
Ognuna di queste asserzioni è naturalmente falsa. Sono degli alibi che vogliamo darci perché invertire completamente la rotta, oggi, che siamo abituati a questo tenore di vita è difficilissimo e non vogliamo farlo. Così ci faremo prendere dalle sirene di Berlusconi, colui che dà sempre la soluzione facile al problema difficile, quello che non ci fa faticare.
Non caschiamoci. Non cascateci, la soluzione facile, mai come questa volta è la più pericolosa, la più orribile per chi verrà dopo di noi. Chiunque abbia un figlio pensi bene se sia il caso di accettare il discorso di Berlusconi perché suo figlio potrebbe pagare caro tutto questo, molto caro e per le seguenti ragioni:
1) Cina e India vanno a carbone per buona parte del loro bisogno, inquinano tantissimo e continueranno con il petrolio ma i loro manufatti a basso costo e bassa qualità satureranno il mercato e si troveranno senza aver mai fatto nulla per innovarsi, India compresa. Inquinare meno significa oggi spendere qualcosa di più per le aziende ma a fronte di aziende che in crisi economica chiuderanno o ridimensioneranno si apriranno aziende che investono in nuova tecnologia, in basse emissioni, in ricerca. Questo creerà energie a basso costo e di nuovo tipo che fra venti o trenta anni riporteranno i prodotti europei alla competizione per costi e qualità. Oggi perdiamo ma domani vinciamo.
2) Il Global Warming esiste. Qualsiasi scienziato con un po’ di coscienza lo dice, e la stragrande maggioranza degli scienziati del mondo ha coscienza perché afferma che la cosa esiste. Esiste perché i cambiamenti geologici e climatici sulla terra avvengono in centinaia di migliaia di anni e senza accelerazioni di rilievo nel breve periodo, quello che sta succedendo negli ultimi cento anni è invece un’accelerazione spaventosa di tutta una serie di fenomeni che non può essere indipendente dall’azione dell’uomo e dall’inquinamento atmosferico industriale.
3) Le alternative ai combustibili fossili ci sono e comunque bisogna rendersi conto che la creazione di ricchezza legata solo alla maggiore produzione di beni non è più possibile. Ancor prima che per il problema dell’inquinamento abbiamo il problema dello sfruttamento delle risorse del pianeta. Il pianeta non rigenera risorse alla velocità con cui le consumiamo. Quest’anno abbiamo fatto fuori tutto quello che la terra può produrre in un anno all’inizio di ottobre. Questo trend aumenta di anno in anno. Ci mangiamo il futuro.
Se davanti a tutto questo vogliamo ancora dare risposte facili dovremo anche prenderci la responsabilità di aver distrutto il futuro di chi verrà dopo di noi. Non sperate nella tecnologia improvvisa che salva tutto, non sperate al momento di crisi che costringerà a fare scelte. Oggi è il momento di crisi, oggi possiamo ancora scegliere se salvarci o aspettare e aprire una crisi mondiale che porterà molto dolore all’intera umanità. Non permettiamo con il nostro silenzio pigro che i messaggi che vuol far passare in Europa e in Italia il nostro governo diventino reali. Non ne va del nostro salario ma della nostra vita.
(Foto by Taras Kalapun)
14:52 Scritto da: thenib in Lavoro ed economia | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: politica, ambiente, berlusconi, global warming, al gore | OKNOtizie |
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venerdì, 17 ottobre 2008
Evviva il popolo! (Bue)
Berlusconi stamani ci fa sapere che la questione della Corte Costituzionale non interessa i cittadini. Vi dirò una cosa sconvolgente. Credo sia vero. Non solo non interessa, annoia. Di conseguenza se non interessa ai cittadini non interessa neanche lui, Berlusconi, ed il governo. Lui lavora. Lavora e non ha tempo per l'antifascismo, non ha tempo per il Parlamento, non ha tempo per i sindacati.
D'altronde i cittadini non amano il parlamento, troppe chiacchiere. Non amano i sindacati, troppo ostruzionisti. Non amano ultimamente neppure gli ambientalisti che ci impediscono di arricchirci, e se la terra va in malora chi se ne frega, l'importante è che ho quelle due briciole in più e il plasma a casa.
Insomma i cittadini sono il punto di riferimento di Berlusconi. Giusto. Ma sbagliato. Perché non sono i bisogni dei cittadini ma le voglie dei cittadini il punto di riferimento di Berlusconi. Peccato che le due cose siano distinte. Ciò che il cittadino vuole non è ciò di cui ha bisogno. Il cittadino non vuole pagare le tasse, ma vuole anche la sanità pubblica. Il cittadino vuole spesso un uomo solo al comando, ma questo non è un bene per una democrazia. Il cittadino di Casal di Principe vive meglio con la camorra, la preferisce perché vuole passeggiare in due senza casco con il motorino non assicurato. Ma questo non è un bene per il Paese. Il cittadino vuole soldi dallo Stato senza controllo, e questo non è un bene per i suoi figli, vuole tutto e subito e anche questo è pessimo per le generazioni a venire.
Il governo dovrebbe essere meglio dei cittadini. Il governo dovrebbe essere democratico, dare risposte ai bisogni, rimanere sempre all'interno di regole condivise, mai lasciarsi prendere dalla voglia di decidere sempre e comunque. Un governo democratico dovrebbe essere attento ai bisogni e anche al futuro. Dovrebbe valutare ciò che il cittadino vuole e ciò che è meglio per lui, per quello che paga oggi e domani in termini di dignità personale, di sicurezza per i figli, di sopravvivenza della società.
Il governo populista, invece, è uguale anzi più in basso dei suoi cittadini. Il governo populista deve solo dare al cittadino ciò che vuole. Non è un bene. Il problema è che il governo populista piace al cittadino, e la corte costituzionale, e la costituzione che difende, piace sempre meno. La costituzione, infatti, è democratica, non è populista. Finchè non si cambia come la vuole il cittadino, naturalmente.
13:24 Scritto da: thenib in opinioni | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Segnala | Tag: berlusconi, politica, democrazia | OKNOtizie |
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mercoledì, 15 ottobre 2008
Il cielo è sempre più blu (o azzurro)
L’indagine IPR pubblicata su Repubblica di stamattina è una Caporetto, per il PD, un bollettino di guerra che non fa prigionieri e lascia solo macerie. Per un dirigente del Partito, anche a livello locale, leggere quei numeri non è solo sconfortante è un forte viatico per abbandonare tutto al proprio destino.
Nonostante tutto, nonostante il fatto che l’Italia vada evidentemente a rotoli e tutti per strada lo ammettano, nonostante le risposte del governo siano tutte volte a farla andare allo sfascio più velocemente, a creare debiti per il futuro senza possibilità di ritorno, Alitalia, spesa pubblica di nuovo fuori controllo, gli italiani hanno deciso che tanto si morirà comunque, a questo punto facciamolo allegramente.
Sì. E’ quello che penso stia succedendo in Italia. Complice un’opposizione incapace e completamente allo sbando, a parte il povero Di Pietro e solo per quanto riguarda i temi della giustizia.
Il Partito Democratico scende sotto il 30% per la prima volta, solo il 30% degli italiani ha fiducia nel PD, e non perché ha rotto con il dialogo o perché ha timidamente iniziato a fare un’opposizione a parole del governo Berlusconi.
Il Partito Democratico perde fiducia perché non è stato capace di mettersi al fianco dei lavoratori Alitalia, perché si sta completamente dimenticando dei lavoratori in difficoltà in quasi tutto il Paese, e di cui i TG non parlano mai, perché non è capace di mettersi a fianco della enorme protesta contro la riforma Gelmini in cui i poveri manifestanti sono rimasti soli. Solissimi. Tutta l’opposizione che esiste nella società civile contro questo governo non ha una sponda politica a cui guardare e che le dia voce e spazio. Senza ministri ombra che vanno nelle piazze, senza iniziative di lotta nelle scuole, per le strade e nelle fabbriche, tutti quelli che stanno male in Italia si affidano a se stessi o al governo, e si rassegnano.
In questi giorni migliaia di persone stanno protestando per le vie di moltissime città italiane, solo due giorni fa, a Firenze, c’erano più di ventimila persone in piazza contro la Gelmini. Non di mattina, per marinare la scuola, come dicono spesso i nostri governanti per sottovalutare le ragioni dei ragazzi, ma di sera, quando non c’è nessuna lezione di matematica da evitare. Il caro Riotta, che vede la notizia sempre e dovunque, che pompa il 10% di favorevoli al piano CAI fra i dipendenti di Alitalia perché c’è la notizia, non è capace di vedere la notizia in queste manifestazioni, e non se ne parla di invitare un manifestante al TG delle 20 come ha solertemente fatto con gli assistenti di volo di cui sopra.
Fra il silenzio dei TG e il silenzio dell’opposizione il governo veleggia. Nonostante la scuola pubblica affondi, nonostante i precari, che con Prodi finalmente vedevano la possibilità di essere assunti, che sono alla disperazione, nonostante le migliaia di posti di lavoro perduti, nonostante l’università non esista più, i cicli di dottorato siano scomparsi, le lezioni siano a rischio.
Tutto a rotoli con una velocità pazzesca. La possibilità di vedere eletto alla Corte Costituzionale un avvocato di Berlusconi che è sotto processo con l’accusa, gravissima, di aver favorito un latitante coinvolto nella strage di Piazza Fontana. Anche questo non interessa e non spaventa. Sia perché non si sa, sia perché il PD propone uno scambio indecente fra questo signore e la vigilanza Rai.
Allora ti svegli la mattina e scopri che il tuo partito non ha nessuna fiducia e credibilità. Mentre l’IDV arriva al 46% tu non arrivi al 30. Vedi l’Italia rassegnata e disperata.
Ma questo partito arriverà a ottobre dell’anno prossimo? Questo Paese non corre alcun pericolo democratico? Sono sicuro che continuare a sostenere questo partito sia utile? E allora il 25 in piazza ci vado o no? A far che quando in piazza dovevamo esserci da mesi? Chiedo aiuto e conforto, se ce n'è.
10:55 Scritto da: thenib in Politica e democrazia | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | Tag: politica, berlusconi, sondaggio, pd, partito democratico, ministri | OKNOtizie |
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lunedì, 13 ottobre 2008
Patti Chiari
Patti chiari era ed è il nome di un consorzio di banche che assicura la “trasparenza finanziaria”. Patti chiari fa moltissime cose, lo si può consultare via internet e fra le altre cose ha una lista di obbligazioni a basso rischio e basso rendimento che dovrebbe aiutare l’investitore inesperto o quasi a scegliere l’obbligazione giusta. Come tutti sanno le obbligazioni Lehman Brothers il giorno prima del fallimento erano nella lista delle obbligazioni “sicure e a basso rendimento” di Patti Chiari.
La comunicazione del ritiro di questo titolo dalla lista rasenta il grottesco e supera tutte le barriere del comico, viene data lo stesso giorno in cui è fallita la Lehman Brothers con la motivazione, direi geniale, che appunto è fallita. A Patti Chiari si accorgono che una obbligazione non è più a basso rischio quando non esiste più.
Questi sono i banchieri con cui abbiamo a che fare, in Italia come altrove, ma quelli italiani hanno quella dote in più di faccia tosta, incapacità e impunità garantita che li fa meglio degli altri.
Ecco i nostri banchieri sono diversi dagli altri perché non pagano mai i loro errori e, pur godendo di una credibilità pari a zero, continuano ad avere in mano tutta l’Italia e il suo debito, grazie alla politica. L’intreccio politica-banche è quanto mai pericoloso e scoperto da tempo. Sia il PD che il PDL hanno stretto rapporti più che pericolosi con le banche e ne sono succubi perché devono molti soldi e favori alle stesse.
E quindi?
E quindi scusate se sarò anti patriottico, contrario al dialogo, veterocomunista, pronto allo sfascio, distruttore del capitalismo e senza alcun senso di responsabilità. Ma con queste premesse voi davvero vi fidate del piano anticrisi? Davvero credete che, grazie all’emergenza, come spesso accade, non ci saranno regali e favori alle banche? Credete davvero che si colpirà la finanza sporca, si puniranno i manager, si costruiranno banche migliori? Oppure si creerà un maggiore rapporto di interdipendenza e controllo fra politica e banche e viceversa?
Attenzione. Prima di rispondere pensate bene al Paese in cui vivete e alla sua classe dirigente.
Volete lo stesso l’unità nazionale sul piano anticrisi? Ok. Io vi avevo avvertito. Io voto contro.
19:01 Scritto da: thenib | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: economia, politica, lehman brothers, crisi finanziaria | OKNOtizie |
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