Aliballa

Photo by Jeremy Brooks on FlickrSono giorni difficili. E’ difficile osservare un Paese che va sempre peggio, senza tregua e senza scosse che invertano la rotta, e cercare di fare qualcosa. E’ ancora più difficile fare parte di un partito che, in mezzo al caos politico, democratico e finanziario dell’Italia, balbetta e non sa dare risposte, tutto preso nelle sue beghe interne e nella debolezza delle idee.

Eppure bisogna tentare poiché l’alternativa è arrendersi all’evidenza dei fatti del mio post precedente e adeguarsi a vivere in un Paese che lentamente si spegne sotto ogni punto di vista.

Le notizie degli ultimi giorni sono pesanti, aumento dei prezzi alla produzione, contrazione delle vendite al dettaglio, ancora affanni per le famiglie e ulteriori contrazioni del PIL. Davanti a questa realtà sarebbe necessaria una riforma coraggiosa del sistema economico italiano di destra ultraconservatrice o di sinistra riformista, ma netta e inequivocabile. Assistiamo invece ad una riforma economica destro-comunista.

Il governo Berlusconi ha infatti inventato questa nuova formula economica, in cui l’economia è guidata con principi di statalismo degni dello stalinismo anni 50 ma in cui il ruolo dello Stato guida economica è impersonato dalle banche italiane e dagli affari del Berlusconi imprenditore. Il ruolo del costo di questa politica è invece sempre sulle spalle del cittadino, suddito.

Ed eccoci quindi al caso Alitalia un caso emblematico di come si metta in pratica questa nuova teoria economica fra gli applausi degli italiani che non ci capiscono niente. I termini di questo sgorbio di economia vetero-comunista sono stati magnificamente riassunti nell’articolo di economia di Massimo Giannini oggi su Repubblica . L’imprenditoria italiana, da sempre incapace di stare sul mercato senza l’aiuto politico di qualcuno o quello finanziario dello Stato, risponde entusiasta a questa nuova opportunità di fare soldi a spese dei cittadini come ci spiega, fra parole contraddittorie e tante omissioni il nuovo, ma anche vecchio, “capitano coraggioso” Colaninno sempre su Repubblica di oggi. Secondo Colaninno, già capitano della cordata Telecom che scaricò tutti i debiti dell’acquisizione della compagnia telefonica italiana su se stessa iniziandola alla situazione economica disastrata dei giorni nostri, l’acquisto di una compagnia aerea si fa così, se Berlusconi lo permette, scaricando i debiti sui cittadini italiani, facendo pagare gli esuberi alle Poste e alle amministrazione statali, che ringraziano, in modo da mettere in crisi qualche altro settore pubblico italiano se non bastasse l’Alitalia. Insomma l’imprenditore si fa sempre fuori dal mercato e con i soldi degli altri.

La nostra imprenditoria è questa. Ci vogliono 16 “capitani d’impresa”, dei quali uno solo conosce il mondo del trasporto aereo, Toto, ed era pieno di debiti, completamente protetti da regole contrarie al mercato per salvare una compagnia che ha solo il futuro segnato. Perché diventa una piccola compagnia rispetto ai grandi vettori internazionali e dovrà allearsi con qualcuno, forse Air France, che avrebbe invece potuto comprarla prendendosi i debiti e riducendo i costi per lo Stato praticamente a zero.

Ma in Italia siamo fatti così, il mercato ci piace molto a guardarlo, quando c’è da affrontarlo siamo tutti comunisti.

Bisogna opporsi. Se non ci riesce la dirigenza del PD, facciamolo noi ogni giorno, spieghiamo che succede, incessantemente, senza sosta, senza paura anche contro i nostri stessi dirigenti.

La verità è un’arma forte, prima o poi vince.

Aliballaultima modifica: 2008-08-29T12:09:00+00:00da thenib
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4 pensieri su “Aliballa

  1. si ma è molto difficile… questo potere lo hanno i giornalisti ma ormai sono tutti complici, sarebbe impossibile nn esserlo… tranne qualche eccezione che però viene subito messa sul wanted… pensa solo se fossimo in inghilterra o in america dove i giornalisti nn ti fanno passare nulla, poi sta alla gente dire: x me va bene o non va bene… qui in italia nn te lo dicono neanche e quindi va sempre bene!!!

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