Aliballa/2

Fratelli d'ItaliaVengino siori venghino. L’Alitalia è stata venduta alla cordata italiana, l’italianità è salva, quei comunisti degli assistenti di volo, maledetti bolscevichi, sono stati piegati dalla volontà del popolo e del nostro duce, e delle sue iperboree e luminose intuizioni.

Questa la favola. La realtà, naturalmente, è tutt’altra. E’ bastato un giorno per capire cosa significa italianità per i nostri governanti, significa guida politica assicurata in affari privati. Ho già più volte dimostrato che i veri comunisti in Italia non sono né Diliberto né Vendola, e ancora una volta, ne abbiamo una riprova.

Cosa è successo alla povera Alitalia? Per anni è stata costretta a fare scelte folli e fuori dal mercato per la volontà dei partiti che ne avevano le mani in pasta. I dirigenti erano messi lì non per far competere la nostra compagnia di bandiera ma per assicurare clientele e voti. Gli stessi che oggi denigrano i privilegi dei piloti e degli assistenti di volo, in passato sono coloro che hanno creato quei privilegi per avere bacini di voti.

Poi c’era da creare le rotte interne che servissero ai nostri politici, come Scajola, per esempio, milioni di euro buttati dalla finestra, ed infine i padani e anti ladroni leghisti che hanno spinto su Malpensa anche quando Malpensa era evidentemente un errore strategico. Già, perché il più grosso buco di Alitalia è dovuto ad una scelta politica e non di mercato. E’ stato per creare due hub, unica compagnia al mondo che ha tentato di mantenere due hub contemporaneamente, una follia dal punto di vista imprenditoriale, che Alitalia, già sull’orlo del fallimento è del tutto andata a picco.

Insomma l’Alitalia era la tipica azienda di Stato. E oggi? Adesso che sono arrivati i grandi difensori del mercato e dell’italianità? Tutto uguale a prima. Intanto i debiti sono stati socializzati, prima cosa estremamente comunista. Poi è stato scelto chi doveva comprarla, con tanto di pianificazione, ed è stata creata la cordata. Anche questo è estremamente comunista, non il mercato ma il governo ha deciso chi acquista e come. Infine i “capitani coraggiosi” rimangono sostanzialmente in ostaggio del potere politico che li ha messi lì. Se non è comunismo questo.

Un grande civilista italiano, uno dei più grandi, Piero Schlesinger, trattato come un peracottaro da un ingegnere padano a nome Castelli ha detto una cosa sacrosanta. Dove è il capitale di comando in questa cordata? Chi è che comanda? Che pianifica industrialmente la nuova Alitalia? La risposta di Castelli, naturalmente non c’è stata poiché è evidente che non ci sono argomenti per difendere la schifezza fatta con Alitalia.

Il capitale di comando c’è, è ad Arcore e si chiama Silvio Berlusconi. E’ lui che ha scelto e spinto i nostri sedicenti capitani d’industria, è lui che ha creato tutte le condizioni per far andare in porto l’accordo, è lui che ha deciso il piano industriale.

In passato molti hanno fatto notare che tentare di salvare Alitalia attraverso una operazione di vendita nazionale e non ad una grande compagnia estera era ridurre la compagnia ad un piccolo vettore di provincia che non avrebbe potuto far altro che mettersi con un grande vettore e poi esserne assorbito. Allora perché non vendere subito a quel grande vettore e, in questo modo, non riversare sui contribuenti i debiti di Alitalia?

Semplice. Per l’italianità. Ovvero per le mani in pasta. Nasce la CAI e inevitabilmente, come tutti avevano previsto, immediatamente si cerca il partner straniero. Ma come si cerca? Secondo le regole del mercato? No, perché l’italianità è salvaguardata, ed assistiamo alle prime schermaglie di quello che significa: è il ministro Sacconi a dirci che tutti i partner sono allo stesso livello, giusto stamattina. Ma il ministro Sacconi cosa c’entra? Alitalia non è più pubblica. E perché il Ministro Bossi fa pressione perché sia Lufthansa il partner straniero così che c’è maggiore forza per Malpensa? Alitalia è privata, se vuole abbandonare Malpensa potrebbe farlo. Ne siamo sicuri?

Dopo ventiquattrore siamo punto e a capo. L’Alitalia si prepara a tornare a fare scelte che la porteranno a nuovi fallimenti politicamente diretti. L’italianità è salva.

(Foto by Blunight 72 su Flickr)

Aliballa/2ultima modifica: 2008-09-30T11:53:21+00:00da thenib
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Aliballa/2

Lascia un commento