E’ un paese di vecchi…

old.jpgCredo sia utile per tutti quelli che sono sotto i quaranta anni sapere che l’Italia è un paese gerontocratico senza speranza di uscirne. L’unica sarebbe mettersi d’accordo fra tutti quelli di una certa età e costruire due partiti nuovi: il partito democratico moderno, e il popolo delle libertà futuro. Ma anche in quel caso non ce la faremmo perché la metà della popolazione italiana è sopra i sessanta e quindi vincerebbero le elezioni.

Se fossimo ancora nei favolosi anni sessanta, o negli ottanta, avere questa dittatura della vecchiaia non sarebe così grave poiché almeno l’economia tirerebbe e la classe dirigente potrebbe barcamenarsi alla meno peggio. Purtroppo la situazione è ben diversa e non vedo vie d’uscita.

Davanti alla crisi tutti i Paesi guida del mondo, almeno quelli democratici, hanno scelto leader nuovi, con prospettive nuove e idee temerarie. Non importa se di destra o di sinistra, l’importante che avessero in mente nuove idee e proponessero una classe dirigente innovativa. Sarkozy, Obama, il candidato conservatore David Cameron, persino la Merkel non solo sono più giovani dei nostri leader ma hanno idee completamente nuove e rivoluzionarie. Le hanno perché sono giovani, conoscono meglio il mondo nuovo e i suoi bisogni, hanno nuove prospettive.

Noi no. In ogni settore degradiamo a poco a poco e non possiamo farci niente. In un momento in cui c’è bisogno di una classe dirigente adeguata ed innovativa per le sfide che presenta il futuro del mondo, per il superamento del sistema capitalistico, noi presentiamo una classe dirigente che non sa cosa fare.

Uòlter, Di Pietro e il PD balbettano su aiuti alle famiglie senza sapere manco loro che aiuti dare, da dove cominciare per riformare la situazione economica italiana che sta peggio degli altri. La CGIL, che ormai rappresenta quasi solo i pensionati, fa scioperi generali senza prospettiva, giusto per affermare che è ancora viva, pesionata ma viva. I pochi giovani che sono al di qua e al di là, all’opposizione e al governo, non sono i migliori, sono quelli precettati, amici, parenti, conoscenti, aiutanti, incapaci di dare risposte ai grandi temi sul tavolo. Cosa può fare la Carfagna contro la crisi economica globale? Quali idee può sfornare una Gelmini che a malapena riesce ad imparare a memoria un compitino dato da Tremonti, e per passare l’esame va dove è facile? E la Madia che può fare davanti alla crisi del capitalismo post industriale?

Come conlusione di questo percorso ecco che arriva a salvarci un settanduenne fermo al muro di Berlino, e al capitalismo più antico all’italiana. Per lanciare il nuovo partito che dovrà affrontare le sfide del prossimo secolo, e guidarci per i prossimi cinque anni rilegge un discorso del ’94. Non una prospettiva futura, non un nuovo percorso, non una sola nuova idea.

Alla RAI si salvano con Carramba (spettacolo datato 1995), e con i revival vari degli anni passati.

E noi, qui, fermi, fra i venti e i trenta anni ad aspettare che anche per noi il presente diventi passato da ricordare con nostalgia, senza manco più provare a pensare al futuro. In Italia il futuro non esiste, tutto fermo, al ’94.

E’ un paese di vecchi…ultima modifica: 2008-11-22T10:12:00+00:00da thenib
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